Nei suoi primi mesi di vita un bambino ha bisogno di latte materno o artificiale. Non sarà necessario aggiungere acqua perché il latte materno ne è composto al 50%. Man mano però che l’organismo completa il suo sviluppo e maturano le sue funzioni, il bambino inizia a cambiare le sue esigenze e si può cominciare ad introdurre altri alimenti e bevande, come l’acqua, consigliata fino a quel momento solo in casi particolari per reintegrare liquidi.
Con svezzamento si intende quel momento della crescita in cui si inizia a sostituire parte del latte materno o formulato con altri alimenti più consistenti, quindi l’alimentazione passa dall’essere esclusivamente liquida a mista. Questo termine è nato per indicare la volontà di toglie un vezzo, un abitudine al bambino, e con vezzo si intendeva il seno materno.
Sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si legge:
“si raccomanda l’allattamento in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita. È importante, inoltre, che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo l’acquisto di alimenti complementari, fino ai due anni di vita ed oltre, e comunque finché mamma e bambino lo desiderino.
IN questa fase l’acqua viene introdotta gradualmente:
L’acqua è un alimento importante che accompagna la vita del nostro bambino, per questo è importante sceglierne una adatta alle sue necessità, soprattutto in questa fase.
Nel periodo dello svezzamento si è soliti diluire il latte formulato e le pappe con acqua, per questo bisogna sceglierla poco mineralizzate, in modo da non modificare la composizione degli alimenti. I pediatri consigliano di preparare le pappe in svezzamento con un’acqua con le stesse proprietà di quella usata per la preparazione del latte formulato, con queste caratteristiche:
Oltre all’acqua è importante saper scegliere le verdure giuste e fresche per preparare il brodo che servirà per le prime pappe.
Per accompagnare la crescita dei bambini è sempre meglio scegliere acque con una bassa concentrazioni di minerali, quindi con un basso residuo fisso, perché già il latte, sia materno che formulato, è ricco di sostanze. Il rischio di usare un’acqua troppo ricca di minerali è quello di sovraccaricare i reni, che nei bambini sono ancora in fase di sviluppo.
Acqua Sorgesana si contraddistingue per il basso residuo fisso, il gusto delicato e il basso contenuto di minerali ed è adatta ad essere impiegata nella alimentazione dei più piccoli. Grazie alla sua composizione e alla sua leggerezza è indicata alla preparazione dei cibi dei bambini anche nella fase del svezzamento.
Acqua Sorgesana è stata autorizzata per poter essere utilizzata nella preparazione degli alimenti dei lattanti con Decreto del Ministero della Salute n. 4198 del 21 luglio 2015.